I casoni della Val Borbera

I casoni della Val Borbera

Luglio 7, 2020 Berga Casoni Casoni, muretti a secco e sierve Daglio Magioncalda 0

Tra etnografia, storia e leggenda, forse le più suggestive architetture della val Borbera potrebbero conoscere una nuova stagione.

Il termine casoni è presente nella terminologia contadina di molti luoghi (si pensi ai celebri casoni della laguna veneta).

In val Borbera, i casoni sono edifici rurali collocati spesso a non breve distanza dagli attuali paesi, in ambiente boschivo; essi includono la funzione abitativa e quella produttiva: stalle, fienili, essiccatoi per castagne, depositi di attrezzi ecc.

I casoni erano per lo più abitati stagionalmente, fornendo supporto ai lavori che avevano luogo nel bosco (raccolta e essicazione delle castagne) o nelle vicine praterie a pascolo.

Alcuni di questi edifici presentano ancora un certo stato di conservazione, altri non sono più che resti murari. In entrambi i casi, tuttavia, sono sempre rinvenibili dettagli architettonici che sembrerebbero rimandare a una tecnica costruttiva più antica rispetto alla maggior parte degli edifici che compongono gli attuali nuclei abitati: feritoie, nicchie, pietre angolari talvolta squadrate, mensole, piedritti e architravi ecc…

A tali dettagli architettonici sembrerebbero ben corrispondere le narrazioni locali che spesso identificano nei resti dei casoni antichi monasteri o insediamenti anteriori alla fondazione dei paesi attuali. E’ il caso dei casoni di Berga e di Daglio, per i primi si tramanda di un antico monastero che vi avrebbe avuto sede, per i secondi si parla di una primitiva ubicazione dell’attuale abitato di Daglio.

Rispetto ai casoni di Daglio e Berga, quelli che si trovano a metà via tra Magioncalda e Chiapparo (nucleo abitativo disabitato anch’esso composto da pregevoli architetture di valore storico), sulla strada per Vegni, presentano uno stato di conservazione decisamente migliore, essendo gli edifici, nei loro caratteri strutturali, ancora intatti.

I casoni dei Risciotti, come sono localmente denominati, erano antichi essiccatoi per le castagne e a tale funzione potrebbero essere restituiti essendo in questi giorni al centro di un progetto di valorizzazione all’interno della campagna “I Luoghi del cuore” del Fondo Ambiente Italiano (FAI), grazie all’interazione tra i giovani di Magioncalda (già protagonisti del recupero del mulino ad acqua oggi ritornato funzionante), il Comune di Carrega Ligure, la Delegazione FAI di Novi Ligure e il FAI Giovani di Novi Ligure. 

Per far conoscere meglio questi luoghi, in occasione delle “Giornate FAI all’aperto” di quest’anno, il Comitato “Risciotti al futuro” ed il gruppo Gruppo FAI Giovani di Novi Ligure hanno proposto un’escurione guidata per la visita di questi casoni (cliccare qua per maggiori dettagli sull’evento concluso).

Per sostenere i Casoni dei Risciotti è possibile votare al seguente link https://bit.ly/VotoCasonideiRisciotti.

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