{"id":1108,"date":"2018-12-05T18:08:02","date_gmt":"2018-12-05T17:08:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/wordpress\/?page_id=1108"},"modified":"2020-10-11T10:22:35","modified_gmt":"2020-10-11T08:22:35","slug":"castello-malaspina-fieschi-doria-carrega-ligure","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/wordpress\/castello-malaspina-fieschi-doria-carrega-ligure\/","title":{"rendered":"Castello Malaspina Fieschi Doria, Carrega Ligure"},"content":{"rendered":"<h1>Il castello: informazioni generali<\/h1>\n<p>Sopra uno sperone roccioso del monte Carmo, alla quota di m. 1193, in posizione sovrastante l\u2019abitato, s\u2019innalza il castello di Carrega.<\/p>\n<p>Il substrato litologico, costituito da calcari marnosi, stratificati \u00a0in sequenza alternata con argillositi di colore grigio, appartiene alla formazione sedimentaria del Cretaceo superiore, nota come \u00abcalcari del monte Antola\u00bb.<\/p>\n<p>Anche se la prima notizia documentata su Carrega appare nell\u2019anno 1153, il fortilizio probabilmente risale ad epoca anteriore.<\/p>\n<p>Costruito nello stile tipico della Liguria nell\u2019alto Medioevo, si erge in luogo strategico sull\u2019antica mulattiera che al passo delle Capanne interseca la dorsale appenninica.<\/p>\n<p>Sorge ed \u00e8 anche incastonato nel dirupo. Questo, anzi, sembra avere chiamato il castello, e, le creste del dirupo sembrano avere suggerito la struttura e le forme, che non presentano grandi opere di fortificazioni, perch\u00e9 perfettamente inutili. Niente fossati e niente ordini diversi di mura. La massima semplicit\u00e0 invece: una massiccia torre e un bastione. Pensava infatti i dirupo a rendere formidabilmente sicuro ed inespugnabile il fortilizio. Nell\u2019epoca feudale, quando non trionfavano ancora le artiglierie, una sola torre, poteva sempre fermare, senza sbaglio, un esercito intero.<\/p>\n<p>Ha la pianta di forma in parte rettangolare e in parte semicircolare verso l\u2019esterno; ad uno degli estremi, verso sud, la massiccia torre, che, dopo il ripristino per la valorizzazione dell\u2019area del castello, avvenuto in questi ultimi anni, a cura dell\u2019Amministrazione Comunale, risulta essere la cisterna per la riserva idrica, sia ai fini difensivi che interni per la piena funzionalit\u00e0 del \u00abmicrocosmo\u00bb castellano. Sebbene mozzata, si presenta intatta all\u2019esterno, ancora bene impermeabilizzata, con un intonaco di cocciopesto, cio\u00e8 con gli inerti della malta costituiti da laterizio frantumato, facilmente riconoscibile per la colorazione rosata dell'impasto, racchiusa e protetta da un camminamento e dalla grande muraglia in pietra locale, .con feritoie e aperture strombate, tipiche dei baluardi difensivi, circondante la costruzione stessa; all\u2019altro estremo, verso nord, divisa da un massiccio muro, esiste una struttura per l\u2019abitazione padronale; al centro vi \u00e8 una spianata scoperta, costituita dalla forma naturale della montagna. Una camera dell\u2019abitazione si presenta del tutto senza volta, rosa, scheletrita, rimane solamente una parte perimetrale dei muri componenti il vano e quattro gradini d\u2019entrata. Il secondo vano conserva intatta sia la sua muratura a pietra a vista che la volta a botte, nonch\u00e9 la finestra ad arco.<\/p>\n<p>Deve le sue origini vescovi di Tortona i quali furono i primi signori feudali ad esercitarne la giurisdizione su tutto il territorio. In epoca imprecisata, ma di certo antecedente all\u2019anno Mille, i vescovi infeudarono il castello ai marchesi di Gavi e Parodi e, susseguentemente, ai marchesi Malaspina.<\/p>\n<p>Non si presenta quale vera e propria fortezza, ma piuttosto un edificio con funzioni plurime, ovvero fortificazione e insieme istituzione religiosa in stretto rapporto con i monaci cistercensi della grangia di Magioncalda. \u00a0Dal toponimo \u00ab<em><i>castrum<\/i><\/em>\u00bb, non si escluderebbe trattarsi di una vera e propria \u00ab<em><i>mansio<\/i><\/em>\u00bb.<\/p>\n<h1><\/h1>\n<h1>Un viaggio nella storia: documenti sforzeschi per la storia del castello di Carrega<\/h1>\n<p>Di peculiare interesse risulta la documentazione riguardante i Castelli dell\u2019entroterra Ligure conservata nell\u2019Archivio di Stato di Milano.<\/p>\n<p>Questi documenti \u2013 scrive l\u2019Assessore alla Cultura del Comune di Torriglia Mauro Casale \u2013 sarebbero rimasti nascosti chiss\u00e0 per quanti anni se Italo Cammarata, autore di un libro sul feudo di Montoggio, non avesse cominciato a raccoglierli con grande impegno, ordinandoli cronologicamente, in modo tale da permetterne la ricostruzione, almeno per alcuni periodi, perfino degli eventi quotidiani.<\/p>\n<p>Si parla in particolar modo dei Castelli di Torriglia, Roccatagliata, Carrega, Montoggio, Varese Ligure e Savignone. La documentazione rimasta risulta preziosa anche per cercare di ricostruire l\u2019aspetto e le strutture che questi Castelli avevano nella seconda met\u00e0 del secolo XV.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><b>Sagromoro Visconti alla Duchessa di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>VS mi scrive che Filippo da Sovico ha tolto [preso] molte munitioni di quelle di d. Ibleto e altre cose fuori da Roccatagliata e dalle Fortezze. Esso Filippo non fu mai in Roccatagliata anzi ancora vi \u00e8 il Castellano che tiene per [conto di] d. Ibleto e che vuole [avere] 700 libre per uscire. A Torriglia non \u00e8 mai stato, a Croce nemmeno, perch\u00e9 ancora vi \u00e8 il Castellano che la tiene a nome di VS finch\u00e9 avr\u00e0 avuto 70 ducati. \u00c8 ben stato a Carega, dove ha condotto PietroPaolo con certi provisionati \u00a0per guardia di quel luogo, dove non c\u2019erano che alcune balestre, bombardelle e due spingarde che vi sono rimaste. Quei provisionati che sono in Torriglia e Carega mi hanno mandato a dire pi\u00f9 volte che non ci vogliono stare.<\/p>\n<p>Genova, 17 dicembre 1467. Sagromoro Visconti (A.S.Mi. Sforzesco 432)<\/p>\n<p><em><i>\u00a0<\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>Nuove richieste riguardanti il minuscolo feudo di Carrega:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Zanotto Visconti al Duca di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Avendo VE il luogo di Carrega, che \u00e8 cosa minima, supplico che si degni di darmi detto luogo e l\u2019entrata di Carrega, dove io terrei persone idonee e sufficienti per poter vivere con la mia brigata e far honore a VS.<\/p>\n<p>Genova, 8 luglio 1468. Zanotto Visconti (A.S.Mi. Sforzesco 434).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Verso la met\u00e0 di luglio Battaglino Fieschi, marito di AntoniaMaria, mentre era in corso una epidemia nel territorio fra Genova e Tortona, improvvisamente muore a Sale:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Zanotto Visconti al Duca di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Avendo io poca entrata e spesa assai, avevo richiesto l\u2019entrata di Carrega. VE mi \u00a0ha risposto che detta entrata \u00e8 gia assegnata a chi non se ne pu\u00f2 dispensare altrimenti, per la qual cosa resto sempre contento di quanto dispone VE. Al presente Battaglino Fieschi \u00e8 morto, lo quale aveva certe Castellette e altre entrate appresso Serravalle. Supplico VE si degni ricordarsi di me.<\/p>\n<p>Genova, 18 luglio 1468. Zanotto Visconti (A.S.Mi. Sforzesco 434)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Con questa lettera da Montaggio, Jacopone chiede di poter riavere anche Borgo Val di Taro e Carrega, presigli dal cugino Ibleto Fieschi:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Jacopone Fieschi al Segretario ducale Cicco Simonetta \u2013 Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Non pi\u00f9 tosto ho scritto a VS per non essere stato di bisogno. Hora gli scrivo la presente per la quale fiduciosamente, come a buon parente e padre, la prego che voglia intercedere mediante la ill.a Duchessa con il Principe suo consorte, Duca di Milano, di farmi rihavere \u00a0il <em><i>\u00a0<\/i><\/em>Borgo di Val di Taro e Carrega, li quali sforzatamente mi sono stati detenti [presi] da messer Ibleto Fieschi gi\u00e0 anni 4 passati, inimico totalmente di Sua Signoria e mio.<\/p>\n<p>Montaggio, 34 febbraio 1464<\/p>\n<p>Jacopinus de Fisco, come de Lavanie (A.S.Mi. Sforzesco 417)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><b>Il Governatore di Genova alla Duchessa di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Ill.ma Domina,<\/p>\n<p>Battaglino \u00e8 [ar]rivato ad Arqu\u00e0 e mi ha mandato lettere del vostro figliolo per le quali mi scrive di essere rimasto d\u2019accordo di dargli quelle Terre che teneva d. Ibleto in Tortonese e di quelle di qua, Torriglia e Roccatagliata: le Terre soltanto, senza le Rocche, le quali scrive che debba fornire m\u00ec, non mi scrivendo niente di Carrega n\u00e9 di Fontanabuona, i quali luoghi io intendo che si havevano [controllavano] pur per lo parte d\u2019esso Battaglino, che forse \u00e8 stato per dimenticanza.<\/p>\n<p>Pertanto prego VS mi chiarisca quello che si havr\u00e0 a fare a Carrega e Fontanabuona.<\/p>\n<p>Genova, 13 settembre 1467<\/p>\n<p>Sagramoro Visconti (A.S.Mi. Sforzesco 431)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Genova, senza data<\/p>\n<p>Questi sono li Capitoli firmati tra il Duca di Milano e il rev. Ibleto Fieschi<\/p>\n<ol>\n<li>il prefato d. Ibleto sia tenuto e obbligato la Rocca di Torriglia infra 3 giorni in mano del Governatore di Genova<\/li>\n<li>promette di far venire GianLuigi suo fratello a Genova dal Governatore entro 3 giorni et non si parta senza licentia finch\u00e9 d. Ibleto non sia tornato da Milano<\/li>\n<li>promette che infra giorni 8 andr\u00e0 dai Duchi di Milano et che delle sue altre Rocche, cio\u00e8 Roccatagliata, Carrega et Croce ne far\u00e0 la volont\u00e0 di loro Signorie<\/li>\n<li>il Governatore promette salvacondotto largo e generale a mons. Ibleto che possa andare liberamente e senza ostacoli dai Duchi e stare e ritornare onde piacer\u00e0 <em><i>dummodo<\/i><\/em>delle dette Rocche e Fortezze ne habbia fatto la volont\u00e0 di loro Signorie, e cos\u00ec a suo fratello GianLuigi nonostante il crimine <em><i>lese majestatis<\/i><\/em><\/li>\n<li>il Governatore promette che delle Rocche di Torriglia, Roccatagliata, Carrega e Croce non ne sar\u00e0 data nessuna a Nicolosio Fieschi detto Battaglino n\u00e9 ad altri per lui<\/li>\n<li>il Governatore assolve e libera tutti quelli che hanno pigliato le armi in favore di d. Ibleto<\/li>\n<\/ol>\n<p>Et in fede delle predette cose, le parti hanno sottoscritto di propria mano la presente scritta e sigillata<\/p>\n<p>Sagramoro Visconti<\/p>\n<p>Ibleto Fieschi<\/p>\n<p>Testi: Giacomo Bonarello, podest\u00e0 di Genova, Matteo Corti doctore ducale vicario in Genova, GianPaolo Bosi, familiare ducale, Filippo Sovico ducale collaterale.<\/p>\n<p>(A.S.Mi. Missive 76)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>In realt\u00e0 alla fine del 1467 i Castelli ex Fieschi non sono nella disponibilit\u00e0 dei Milanesi per i vari ostacoli incontrati nella consegna.<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Sagramoro Visconti al Duca di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Ill.mo Signor mio,<\/p>\n<p>\u2026\u2026\u2026 E acci\u00f2 che VS intende di che importantia sono [le Fortezze], Nicol\u00f2 Piccinino, inviato da FilippoMaria Visconti nel 1430, stette a campo a Torriglia 5 mesi con 5 bombarde attorno e con tanta gente da pede et da cavallo che non erano cernede [truppe raccogliticce] e poi alla fine gli bisogn\u00f2 torla [prenderla] con tutti quei patti che vollero quelli di dentro. Poi stette a campo un mese a Roccatagliata e fu rotto. Stette <em><i>etiam <\/i><\/em>a Carrega e non la pot\u00e8 havere. E se VS vuole essere pi\u00f9 di questo, mandi Bartolomeo da Cremona o altro suo ingegnero a vederle adesso che sono fornite a nome di VS.<\/p>\n<p>Genova, 13 novembre 1467<\/p>\n<p>Sagramoro Visconti<\/p>\n<p>(A.S.Mi. Sforzesco 432)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Gli abitanti del feudo di Carrega \u00a0furono costretti a prestare giuramento di fedelt\u00e0 al Duca di Milano. Di peculiare rilievo risulta la prima anagrafe dei capi di casa.<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il documento riporta<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Et infrascripti homines de Caregi\u00e6, et Potestari\u00e6 iuraverunt, et promiserunt ut supra quorum nomina sunt haec: Bartholomeus, Jacobus, Dominicus, Simon Petrus de Gamba; Zaninus, Augustinus, Georgius, Tognus et Bartholomeus de Spineta; Johannes de Croxeta; Baptista Bava, Paulus, Johannes, Antonius, Obertus, Opicinus et Jacobinus de Conio; Bartholomeus de Grectis; Michael de Conio; Simons de Erbora; Antonius de Costigliolo; Antonius de Gallectis; Antonius de Silvestris, Pelegrus, Lazarus eius filii; Gratianus de Silvestro, Baptista eius filius; Johannes dictus Dalphini; Johannes de Forlano, Bartholomeus de Forlano, Bartholomeus eius frater; Julianus Cazellius, Jacobinus eius filius; Nicolaus de Fontanalhuga; Antoneli, Simon Laurentius, et Jhechus de Maxoncada, Lazarus filius dicti Jhechi; Julius, Thomazinus, Martinus, Antonius, Meginus Mege de Maxoncada; Petrinus Rebechus, Bontardus eius filius; Lanfrancus Rebechus, Berthonus et Johannes eius frater; Bethinus, Paulinus, Bataginus, et Ucreiza de Oberto, Jachinus de Vegnio; Jacobinus de Franxia, Luchinus eius filius; Luchinus de Abade, Lazarus eius frater; Simon de Cechino; Matheus de Ragnis; Johannes de Mascarolis; Laurentius de Terragnis; Antonellus, et Gullielmus de Frangia; Antinius de Ratis; Biaxius Antonelli de Vegnio; Nicolaus, Bartolomeus, Lanfranchus, Thomaxinus, Johannes et Jacobus de Agnerio\u2026..<\/p>\n<p>Torriglia, 20 marzo 1468<\/p>\n<p>Notaio Giovanni Simonetta fu Nicola borghese di Chiavari<\/p>\n<p>(A.S.Mi. Sforzesco 1532)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><b>Il Duca di Milano al Governatore di Genova<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Poich\u00e9 intendiamo mandare un Castellano a Torriglia et non sappiamo quanti homini bisognano a quella guardia, per\u00f2 chi dice che basteranno 8 homini, chi almeno 20, per la importantia del loco dovendosi ben guardare, vol\u00e9mo che ti informi di quanti homini bisogna sicch\u00e9 sicuramente si possa guardare che non fosse furata di notte n\u00e9 ancora de d\u00ec ad una punta [assalto] di battaglia da mano. Cos\u00ec ancora vi informerete di quanti homini bisogna alla guardia di Carrega e Roccatagliata.<\/p>\n<p>Milano 3 febbraio 1468 (A.S.Mi. Missive 76)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Il 12 novembre Ibleto e il fratello Gianluigi, che erano alla Corte milanese, fuggono. Poich\u00e9 si teme che ritornino in qualcuno dei feudi Fieschi, si fa avvisare Carlino di stare in guardia:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il Duca di Milano a Corrado Fogliani \u2013 Genova<\/b><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>Ibleto con il fratello \u00e8 fuggito et bench\u00e9 gli havessimo mandati dietro [le guardie] per farli prendere, nondimeno non si sono potuti havere.<\/li>\n<\/ol>\n<p>A Carlino dal Fiesco, che \u00e8 a Montoglio, darete avviso et admonirete che habbia bona cura di quella Fortezza et loco, et si guardi la persona da li pericoli, caricandovi di scrivere a quei Castellani di Torriglia, Roccatagliata et Carrega a fare bona guardia<em><i>\u00a0die noctuque<\/i><\/em>\u00a0et che non eschino fora dalle Fortezze e che non si fidino di ognuno ch\u00e9 qualcheduno con cui havesse intelligentia d. Ibleto non li ingannasse.<\/p>\n<p>Milano, 14 novembre 1468 (A.S.Mi. Sforzesco 436)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><b>Giovanni di Scipione al Duca di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Ill.mo Signor mio,<\/p>\n<p>\u2026\u2026. Le ricordo anche a tenere ben fornite di paghe, di Castellani e d\u2019altre munitioni le fortezze di Torriglia, Roccatagliata &amp; Carrega, che anche loro importano.<\/p>\n<p>Genova, 27 ottobre 1471<\/p>\n<p><em><i>Giovanni di Scipione<\/i><\/em><\/p>\n<p>(A.S.Mi. Sforzesco 444)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Anche nella Rocca di Carrega viene sostituito il Castellano<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il Duca di Milano a Fracasso de\u2026. Castellano a Carrega<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Hav\u00e8mo costituito in tuo loco Castellano di quella nostra Rocca Giovanni Antonio dal Mangano, al quale vol\u00e8mo et ti comandiamo che consegni quella nostra Fortezza con tutte le sue munitioni che vi sono, delle quali farai fare uno intromento nel quale siano inserte dette munitioni et ce lo manderai in autentica firma.<\/p>\n<p>Vigevano, 18 novembre 1471 (A.S.Mi. Missive 102)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Carlino si difende dalle dicerie di cospirare per prendere la Rocca:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Carlo Fieschi alla Duchessa di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Ill.ma Principessa<\/p>\n<p>\u2026\u2026.. Quelli [ribelli] di Carrega d\u00e0nno anche aiuto a questi di Torriglia, e intendo che nonostante che altre volte si dubitasse del Castello [di Carrega], pur vi \u00e8 rimasto un pezzo di Torre lo quale \u00e8 pur ancora in Fortezza. Mi parer\u00eca bene mettervi dentro uomini X a nome di VS per fare stare quei villani [in modo] che non andassero a Torriglia, et ancora \u00e8 un passo [di controllo] contro detto luogo di Torriglia.<\/p>\n<p>Montaggio, 1 febbraio 1477<\/p>\n<p>Fidelis Servitor<em><i>\u00a0<\/i><\/em>Carolus de Flisco. Lavanie comes<\/p>\n<p>(A.S.Mi. Sforzesco 967)<\/p>\n<p><em><i>\u00a0<\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>Si discute a chi affidare il Castello Fieschi di Carrega:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il Governatore Corrado Fogliani al Duca di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Ai giorni passati ebbi lettere diVS che se Fracasso [da Parma] voleva accettare la Castellan\u00eca di Carrega con 4 paghe [guardie], la gli fosse concessa. Fracasso dice non poterla accettare n\u00e9 potervi stare con queste 4 paghe e non vorr\u00eca manco [nemmeno] con 6, perch\u00e9 il luogo \u00e8 sterile e di cattiva natura. Ha deliberato di venire da Quella, la quale, inteso che abbia detto Fracasso, faccia come meglio le parer\u00e0, avvisandola che detto luogo non sta bene senza Castellano.<\/p>\n<p>Genova, Palazzo Ducale, 19 gennaio 1469, Corrado Fogliari (A.S.Mi. Sforzesco 437)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>A Milano cominciano a giungere cattive notizie anche da Carrega:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il Duca di Milano a Corrado Fogliani<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Intendiamo che Fracasso da Parma, Castellano di Carrega et che ha anche l\u2019amministratione della Podesteria, si governa [comporta] molto male s\u00ec in trattare male li homini s\u00ec in ministrargli rasone [giustizia] in la Fortezza, li quali quando volessero malignare, facilmente por\u00ecano torgli detta Fortezza. Vol\u00e8mo che pigliate diligente informatione de li deportamenti et trattamenti che fa agli homini [del paese] et, se \u00e8 vero che faccia [svolga] l\u2019officio della Podesteria nella Fortezza, e poi farete la provisione conveniente sicch\u00e9 la Fortezza sia bene guardata et li homini siano ben trattati.<\/p>\n<p>Milano, 11 aprile 1469 (A.S.Mi. Sforzesco 437)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Altri sospetti sui Castellani di Roccatagliata e di Carrega:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il Duca di Milano al governatore Corrado Fogliani (Genova)<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Siamo avvisatiche il Castellano di Roccatagliata \u00e8 mal provveduto di famigli che siano homini [validi] et ch\u2019el \u00e8 semplice homo, mal pratico, et che troppo si fida, per modo che un d\u00ec potr\u00eca accadere qualche inconveniente. E poch\u00e9 detta Fortezza \u00e8 di quella importantia che sapete, vogliate prendere informatione se \u00e8 vero quanto \u00e8 detto e cos\u00ec dic\u00e8mo di Fracasso da Parma, il quale intendiamo si comporta molto male circa la guardia della Fortezza di Carrega in abbandonarla spesso senza discretione, avvisandoci poi di quanto troverete acciocch\u00e9 sappiamo che provisione fargli.<\/p>\n<p>Pavia, 2 giugno 1470 (A.S.Mi. Sforzesco 440)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Da Genova arrivano altre notizie allarmanti sui Castelli ex Fieschi:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Corrado Fogliani al Duca di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Secondo l\u2019inforatione che ho avuta del Castellano di Roccatagliata, bench\u00e9 non lo conosco, \u00e8 homo antiquo, grossolano, fratello del Castellano di Torriglia e ha famigliari [con s\u00e9] et ai giorni passati usciva fuori dalla Rocca e vi lasciava entrare e uscire gente ma dopo che VS gli ha scritto, e anche io gli scrissi, non esce dalla Rocca n\u00e9 vi lascia entrare gente. Nondimeno quanto VE vi provvedesse di un altro, credo sar\u00eca bene.<\/p>\n<p>Di Fracasso [da Parma], Castellano di Carrega, intendo che gi\u00e0 pi\u00f9 di due mesi fa alle volte usciva dalla Fortezza e anche vi lasciava entrare alcuni. Ora sta nei suoi termini perch\u00e9 ha un Podest\u00e0 che attende [bada] all\u2019Officio della Podester\u00eca e [perci\u00f2] non bisogna che lui esca fuori [dal Castello]. Di famiglia [guarnigione] \u00e8 assai bn accompagnato, non \u00e8 vecchio, \u00e8 stato soldato e deve essere pratico. Pur non \u00e8 ben discreto e, quando gli si potesse provvedere di uno migliore, sarebbe manco male. Ma poich\u00e9 la Fortezza \u00e8 mal accasata t in loco sterile, <em><i>fortassis<\/i><\/em>\u00a0non si trovar\u00eca persona che volentieri vi andasse a stare.<\/p>\n<p>Genova, 13 giugno 1470 (A.S.Mi. Sforzesco 440)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Arrivano a Corte lamentele sul comportamento del Castellano di Carrega<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il Duca di Milano al Vicegovernatore di Genova<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Il Podest\u00e0 di Torriglia scrive a Giovanni Simonetta, nostro Segretario, del mal portamento [condotta] che usa Fracasso [da Parma], Castellano di Carrega, il che essendoci molesto e dispiacendoci che cos\u00ec sia, vogliamo che dobbiate mandare qualche persona ben fidata a intendere e investigare se quanto scrive quel Podest\u00e0 \u00e8 vero, avvisandoci poi del tutto particolarmente, perch\u00e9 se questi suoi mali portamenti fossero veri intendiamo rimuovere Fracasso da l\u00ec e fargli intendere l\u2019errore suo e provveder meglio al bisogno di quel luogo. Quando anche fosse altrimenti, ci sar\u00e0 caro avere inteso la vert\u00e0.<\/p>\n<p>Monza, 19 gennaio 1471 (A.S.Mi. Sforzesco 442)<\/p>\n<p><em><i>\u00a0<\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>Cambio della guardia nella Castellan\u00eca di Carrega<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il Duca di Milano a Fracasso da Parma, Castellano a Carrega<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Hav\u00e8mo costituito, in tuo loco, Castellano di quella nostra Rocca Giovanni Antonio dal Mangano, al quale vol\u00e8mo et ti comandiamo che consegni quella nostra Fortezza con tutte le sue munitioni che vi sono, delle quali farai fare uno instromento nel quale siano inserte [descritte] dette munitioni<em><i>\u00a0<\/i><\/em>et ce lo manderai in autentica firma.<\/p>\n<p>Vigevano, 18 novembre 1471 (A.S.Mi. Missive 102)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Decreto di nomina di GioAntonio Mangano a Castellano di Carrega:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il Duca di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p><em><i>Confisi de industria, prudentia, fide et integritate nobilis viri JohannisAntonii de Mangano, civis papiensis nostri dilecti, deputamus Castellanum Careghe, loco et scontro Fracassii ipse Castellanie officio vacantis quem revocamus, cum paghis 6, una morta computata, pro medietate balistrorum et alia medietate pavesarorium, cum mensuali stipendio librarum 4 monete Janue pro qualibet paga, ac etiam constituimus Potestatem dicte Terre cum salario, auctoritate, onoribus et emolumentis perceptis per precessorem suum, quem abinde revocamus, mandantes Vicegubernatori, collaterali et officialibus monete Janue ac Communi et hominibus dicte Terre Careghe quod dictum Castellanum et Potestatem nostrum ad possessionem officiorum admittant.<\/i><\/em><\/p>\n<p>Vigevano, 21 novmbre 1471 (A.S.Mi. Registri Ducali 106)<\/p>\n<p><em><i>Il nuovo Castellano di Carrega viene convocato a Milano:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il Duca di Milano a GioAntonio Mangano, Castellano <\/b><\/strong>(Carrega)<\/p>\n<p>Per alcune che abbiamo a conferire con t\u00ec, vol\u00e8mo che avendo alcuno tuo parente con te idoneo et fidato per poterlo lasciare in tuo luogo alla guardia di quella nostra Fortezza, glielo lasci dandogli bona informatione<em><i>\u00a0<\/i><\/em>et ordine di quello che avr\u00e0 a fare et poi te ne vieni subito da Noi. Et non havendo alcuno presso t\u00ec da poter lasciare in tuo loco, vol\u00e8mo che subito mandi a Pavia per [chiamare] qualche tuo parente idoneo et fidato, che venga a stare in tuo loco alla guardia di Fortezza finch\u00e9 tu verrai da Noi e ritornerai.<\/p>\n<p>Milano, 25 aprile 1472 (A.S.Mi. Missive 106)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Un ingegnere militare va ad ispezionare i Castelli ex Fieschi:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Leonardo da Seratico e Gerolamo Griffi al Duca di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>In esecuzione di quanto VE ha scritto, abbiamo mandato mastro Bartolomeo da Comazo, ingegnere qui per VE, a Montaggio, Torriglia, Carrega e Roccatagliata a vedere e intendere le riparationi che sono necessarie a dette Fortezze, le quali riparationi mandiamo a VE qui allegate. Come hav\u00e8mo inteso da mastro Bartlomeo sar\u00eca di grande necessit\u00e0 che dette Fortezze fossero riparate come nelle linee si contiene. Poich\u00e9 VE ci scrive che il Castellano di Carrega le ha riferito che con L o cento ducati si provveder\u00e0 al bisogno di quella Rocca, e ci commette che dobbiamo spendervi fino a detta somma, diciamo che il Castellano ha preso grande errore, perch\u00e9 solamente la cisterna coster\u00e0 ducati cento. Quanto VE scrive che i ducati cento si spendano dalle entrate di Torriglia, dic\u00e8mo che delle entrate, pagati li Castellani e le altre assegnationi fatte sopra quelle entrate, gli avanza tanto poco che non se ne pu\u00f2 supplire al bisogno.<\/p>\n<p>Genova, 28 maggio 1472. Leonardo Seratico e Gerolamo Griffi (A.S.Mi. Sforzesco 446)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Una dura reprimenda ducale arriva a GioAntonio Mangano:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il Duca di Milano al Castellano di Carrega <\/b><\/strong>(Carrega)<\/p>\n<p>Noi siamo certificati che, quando te ne viene voglia, et ben spesso, suoli uscire e partirti da quella nostra Fortezza et vai a mercato in quelle Terre convicine a quella nostra Fortezza, \u00a0e cos\u00ec a piacere di feste, che usano farsi per quelle riviere, e usando [comportandoti] molto del compagnone, e che molte volte resti a dormire fuori dalla Rocca. Delle quali cose ne havemo non poca admiratione [meraviglia], e quanto questo si convenga a Castellani, giudicalo tu stesso. Tu sai bene che gli ordini che hai da Noi non ti si concede simili licentie. Perci\u00f2 provvederemo di altro Castellano che con altra diligentia e cura guarder\u00e0 la nostra Fortezza et ti puniremo secondo permettono gli ordini che hai da Noi sicch\u00e9 degli errori e presuntione tua partirai con degna pena. E di questo sii certo che provvederemo ben presto.<\/p>\n<p>Galliate, 26 novembre 1472 (A.S.Mi. Missive 110 bis)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>L\u2019autodifesa del Castellano di Carrega:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>GioAntonio Mangano a Cicco Simonetta <\/b><\/strong>(Milano)<em><i>\u00a0<\/i><\/em><\/p>\n<p>A VI del presente ho ricevuto una lettera di VS. Prego VS di fare che questa persona sostenga che questo sia il vero; voglio perdere la vita con quattro fioli che io ho [se \u00e8 vero] che mai fossi [sia andato] in alcun mercato e che mai fossi a una festa di questo mondo, meno che mai dormissi fuori di questa Rocca, salvo quanto mi faceste venire [a Milano] questo marzo da VS; onde mi crepa il core che, stando d\u00ec e notte con tanto riguardo, sia imputato di quel che innocente sono e chesempre allevato e invegito [invecchiato] in questi offici che mi dovesse lasciar [oc]corre simili inconvenienti. Dico che se si trova che questo \u00e8 vero, voglio morire quel fedel servitore che sempre voglio essere finch\u00e9 viva.Quel che per lo vero e non appetito di dire che veramente costui che ha notificato questo non \u00e8 amico del nostro Signore n\u00e9 diVS. Onde dico che non ch\u2019el [vi] sia Castellano che pratica [affronta] maggiori stenti quanto m\u00ec, essendo in questo loco tanto alpestre e carestioso [spoglio] che ne dovrebbe venire piet\u00e0 a li cani. Mi sono\u2026\u2026 d, Leonardo da Seratico, collaterale in Genova, per\u00f2 che il Podest\u00e0 di Torriglia\u2026\u2026 di pagare e con questo vado stentando ch\u00e9 il grosso non mi vale il soldo e questo \u00e8 il merito [ricompensa] del mio ben servire, che non credo sia intenzione di VS.<\/p>\n<p>Rocca di Carrega, 8 dicembre 1472. GioAntonio Mangano (A.S.Mi. Sforzesco 447)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Viene condotta una ispezione generale ai Castelli ex Fieschi:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il Governatore di Genova al Duca di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Per eseguire quanto ho avuto in commissione da VE di mandare a vedere come stanno le Fortezze qua propinque, ho mandato uno dei miei a Montaggio, Torriglia, Carrega e Roccatagliata et hanno trovato li Castellani forniti di vettovaglie, homini et armi, come VE vedr\u00e0dall\u2019iclusa lista. Ho fatto ammonire i Castellani che non debbano uscire fuori dalle Fortezze e attendano a fare bone guardie et che siano vigilanti e che si debbano fornire meglio di quanto non sono, di vettovaglie per uso loro, e cos\u00ec di armi. Hanno detto che lo faranno. Ben ricordo a VE che voglia tenere dette Fortezze bn in ordine di armi e di vettovaglie perch\u00e9 sono il stabilimento [stabilit\u00e0] del Stato suo.<\/p>\n<p>Genova, 20 marzo 1473. Giovanni Scipione (A.S.Mi. Sforzesco 448)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>I controlli dei Milanesi sui Castelli si fanno pi\u00f9 insistenti:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il Governatore di Genova al Duca di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>VE mi scrive che debba avere bona informatione e intendere bene che quantit\u00e0 di vettovaglie e munitioni bisogner\u00e0 per caduna delle Fortezze per haverle ben sicure. Eseguir\u00f2 quanto mi scrive e poi l\u2019avviser\u00f2 del tutto. Aspetto che vengano qua Serafino \u00a0mastro Bartolomeo da Lodi, che sono alla Spezia. Quanto all\u2019acqua (la Rocca di Carrega era dotata di una cisterna sotterranea per raccogliere l\u2019acqua piovana)\u00a0che manca alla Fortezza di Carrega per rispetto [colpa] all\u2019astrego [solaio] della Torre et de li cantoni [grondaie] che sono rotti e che debba farli acconzare per modo che l\u2019acqua vi vada [a raccogliersi], come \u00e8 fatto per il passato, intender\u00f2 bene la cosa, poi far\u00f2 la provvisione necessaria.<\/p>\n<p>Genova, 1 aprile 1473. Giovanni di Scipione (A.S.Mi. Sforzesco 449)<\/p>\n<p><em><i>\u00a0<\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>Questo preventivo \u00e8 interessante perch\u00e9 descrive le varie parti che compongono il Castello di Carrega nella seconda met\u00e0 del \u2018400.<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Provisione necessaria alla Fortezza di Carrega, <\/b><\/strong><em><i>alias<\/i><\/em><strong><b>\u00a0tolta [calcolata] da mastro Bartolomeo da Comazo<\/b><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>A Carrega, per coprire la Torre di ciapaccioli, vi andr\u00e0 ciapaccioli 200, che costeranno in Genova libre 20 et per condurli libre 4 e soldi 4, in somma libre XLVIII soldi XIIII<\/li>\n<li>Item, per fare parapetto e merli dinnanzi alla entrata della Torre, lunghi canelle VI, alti palmi VIII et grosso palmi II, sono canelle 4 a libre 4 caduna libre XVI<\/li>\n<li>Item, per fare il rivellino che era altre volte innanti alla Torre, che va lungo canelle 23, alto palmi 18 e grosso palmi 4, sono canelle 69 a libre 4 la canella libre CCLXXVI Item, parapetto e merli al rivellino, lungo canelle 23, alto palmi 9 et grosso palmi 2, sono canelle 17 libre LXVIII<\/li>\n<li>Item, per far il muro di alcune stantie necessarie in detto revellino, lungo canelle 61\/2, alto palmi 25 et grosso palmi 2, sono canelle 9<\/li>\n<\/ul>\n<p>libre XXXVI<\/p>\n<ul>\n<li>Item, per legnami del covertume delle stantie, lungo canelle 5 e largo \u00a02 libre L<\/li>\n<li>Item, per abaini del covertume delle stantie, a n. 1000 a soldi 36 in Genoa il cento, e per condurli soldi 12 la soma<\/li>\n<\/ul>\n<p>libre LXXXX<\/p>\n<ul>\n<li>Item, per calcina et mastro per covertume di dette stantie<\/li>\n<\/ul>\n<p>libre XXX<\/p>\n<ul>\n<li>Item, per fare una cisterna perch\u00e9 che c\u2019\u00e8 si dubita non sia bona e sia di tenuta 2000 mezarole libre CCL<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Libre DCCCLXVII soldi XIII<\/p>\n<p>21 dicembre 1473 (A.S.Mi. Autografi 228)<\/p>\n<p><em><i>\u00a0<\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>Un temporale estivo danneggia di nuovo la Rocca di Carrega:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Leonardo da Seratico al Duca di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Ho nuovamente avviso dal Castellano di Carrega GioAntonio de Mangano come al d\u00ec primo del presente mese di settembre circa la mezzanotte la saetta [fulmine] terribilmente dette nella Torre in modo che essa Torre \u00e8 rimasta schiappata tutta da una parte e sta in pericolo di ruinare. Considerato che pi\u00f9 volte la saetta ha fatto danno alla Fortezza, alla quale sono fatte riparationi che sono perdute, e di nuovo volendola riparare vi andar\u00eca grande spesa, ricordandomi che VE <em><i>alias <\/i><\/em>mi commise per un caso simile avendogli fatto danno la saetta, che io mandassi a provvedere la Fortezza e facessi con ogni diligentia esaminare il luogo e sito e quello he fosse il meglio, o ripararla oppure spianarla, per il che per eseguire quanto VE mi commise, vi mandai mastro Bartolomeo da Comazzo e Melchione da Fontanella che andarono e videro con diligentia quanto era da vedere, sia la Fortezza che il sito, infine riferirono che la cosa migliore era spianarla, dato che non era luogo e passo di importatia che potesse ovviare il passo di venire dalla Lombardia in questa parti, essendovi molte altre vie. Poi essendo venuto Serafino [Gavazzi] qui, gli parlai della cosa e lui mi dice che il parere suo sar\u00eca di spianarla perch\u00e9 non \u00e8 un passo che importi al Stato di VE in queste parti, <em><i>maxime<\/i><\/em>\u00a0avendo avuto VE il luogo di Cariseto molto importante e che meglio serve al bisogno quando bisognasse mandare gente di Lombardia.<\/p>\n<p>Genova, 6 settembre 1475. Servitor leonardo da Seratico (A.S.Mi. Sforzesco 961)<\/p>\n<p><em><i>\u00a0<\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>La comunicazione precedente viene smistata a un ingegnere militare:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il Duca di Milano a Serafino Gavazzi<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Vedrai quanto ci scrive Leonardo da Seratico del danno che nuovamente la lesnata [folgore] alla Torre della Fortezza di Carrega. E poich\u00e9 pare che tu sei del parere che sia meglio farla spianare che far la spesa di farla guardare [sorvegliare] come si fa di presente s\u00ec per essere di poca importantia s\u00ec per lo danno che spesso gli fa il fulmine e la spesa che ci va poi a farla reconzare, vol\u00e8mo che ci avvisi del parere tuo che ti paresse meglio: o farla spianare o guardare.<\/p>\n<p>Villanova d\u2019Asti, 11 settembre 1475 (A.S.Mi. Sforzesco 961)<\/p>\n<p><em><i>\u00a0<\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>Viene consigliato l\u2019abbandono del Forte di Carrega danneggiato:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><em><b><i>I Deputati regimini rerum januensium <\/i><\/b><\/em><\/strong><strong><b>al Duca di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Leonardo da Seratico, collaterale di VE in Genova, scrisse a VE che a settembre la saetta ha dato terribilmente nella Torre della Fortezza di Carrega, in modo che \u00e8 rimasta tutta schiappata et minaccia ruina, e che considerato che la saetta pi\u00f9 volte ha fatto grandissimo danno alla Fortezza e che vi sono state fatte molte spese per ripararla, le quali sono tutte perdute e che volendola di nuovo riparare vi andrebbe grande spesa, ricorda che sar\u00eca meglio farla spianare, dicendo che \u00e8 di poca importantia maxime havendo VE lo loco de Cariseto, molto importante et che serve meglio per mandare gente dalla Lombardia in queste parti. La Fortezza di Carrega \u00e8 molto debole et male in ordine, sicch\u00e9 non si potr\u00eca tenere [resistere] un\u2019ora e ha soltanto 6 paghe.Volendo meglio intendere la cosa, havemo mandato a Serafino da Lodi, che sa come sta la Fortezza e ha veduto quelle parti, la copia della lettera e chiestogli di avvisare del suo parere. Ha riscritto quello che VE vedr\u00e0 dalla lettera allegata sicch\u00e9 avessimo ordinato che la fosse spianata ma non ci \u00e8 parso farlo senza licentia di VE.<\/p>\n<p>Milano, 3 settembre 1475 (A.S.Mi. Sforzesco 927)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Ancora sul Castello di Carrega danneggiato:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il Duca di Milano al Vicegovernatore di Genova<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Questo d\u00ec passati Leonardo da Seratico ci scrisse come la saetta aveva dato nella Fortezza di Carrega e fatto grandissimo danno e che dovendosi riparare, vi andr\u00eca grande spesa ricordando che forse sar\u00eca meglio farla spianare che fargli spesa di riparatione n\u00e9 di farla guardare. Le spese che si fanno in riparatione sono tutte perdute perch\u00e9 quasi ogni anno la saetta gli fa grave danno. Serafino da Lodi ci ha fatto intendere essere meglio che sia spianata. Abbiate da voi Leonardo e Gerolamo, e fate che mandino uno di quei nostri ingegneri a fare spianare la Rocca in modo che non vi resti vestigio alcuno che la si possa ridurre [ricostruire] in Fortezza, facendo condurre nella Fortezza di Torriglia tutte le munitioni che vi sono.<\/p>\n<p>Varese, 19 ottobre 1475 (A.S.Mi. Sforzesco 962)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Si decide di spianare il Castello di Carrega, troppo danneggiato:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il Duca di Milano a Leonardo da Seratico<\/b><\/strong>, collaterale (Genova)<\/p>\n<p>Havemo inteso quanto ci hai scritto del danno dato dalla saetta alla Rocca di Carrega e del ricordo che ci desti che forse sar\u00eca meglio farla spianare. E avendo Noi voluto intendere circa ci\u00f2 il parere di Serafino da Lodi, che \u00e8 informato su quelle parti, anche lui conosce in questo parere di farla spianare. Perci\u00f2 vol\u00e8mo che mandiate un nostro ingegnero a fare spianare tutta la Fortezza in modo che non ne resti parte alcuna. E quando vi paresse di metterla all\u2019incanto per vedere di guadagnare qualcosa nel farla spianare, come sar\u00eca avanzare qualche parte del legname o tett\u00e0me da adoperare poi nelle nostre Fortezze di Torriglia e Roccatagliata farete come vi pare meglio. E al Castellano della Rocca farete fare le sue rasoni e satisfare di quello che dovr\u00e0 havere per lo suo servitio.<\/p>\n<p>Gli scriviamo che debba lasciarvi entrare nella Fortezza et spianarla.<\/p>\n<p>Varese, 19 novembre 1475 (A.S.Mi. Sforzesco 962)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Muore il Castellano di Carrega:<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Leonardo da Seratico al Duca di Milano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 giunto qui un famiglio del Castellano di Carrega, venuto per farmi intendere come la notte passata il Castellano \u00e8 morto di morte naturale. Io subito ho mandato l\u00e0 GianGiacomo Undegardi per aver cura della Fortezza e delle munitioni fintanto che non si eseguir\u00e0 quanto ha scritto \u2013 cio\u00e8 la demolizione della Rocca \u2013 VE, il che fino a qui non si \u00e8 eseguito per non aver avuto qui ingegnero da potermi valere a tale affare. Avviso che nella Fortezza c\u2019\u00e8 la donna del Castellanocon i figli suoi, tra i quali uno di 20 anni circa.<\/p>\n<p>Genova, 16 novembre 1475 Leonardo da Seratico (A.S.Mi. Sforzesco 962)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><b>Il Duca di Milano a Leonardo da Seratico <\/b><\/strong>(Genova)<\/p>\n<p>Abbiamo inteso quanto ci scrivi della morte del Castellano nostro di Carrega e di aver mandato l\u00e0 GianGiacomo Undegardi per aver cura della Fortezza. Farai satisfare la donna del Castellano di tutto quello che resta ad avere del servitio di suo marito fino al d\u00ec dell\u2019arrivo di Undegardi; e, quanto allo spianare la Fortezza e dare ordine alle munitioni che vi sono dentro, eseguirai quanto ti abbiamo gi\u00e0 scritto.<\/p>\n<p>Galliate, 23 novembre 1475 (A.S.Mi. Sforzesco 962)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><i>Il 1476 \u00e8 l\u2019ultimo anno di vita del Duca Galeazzo Sforza il quale, preoccupato della sorda opposizione che sente provenire da Genova e dintorni, moltiplica i tentativi di rinsaldare le difese militari in previsione di qualche rivolta antisforzesca.<\/i><\/em><\/p>\n<p><strong><b>Il rapporto di un ispettore sforzesco sullo stato delle Fortezze<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Io, Alessandro da Foglino, sono stato a Genova et in tutte quelle Fortezze, come VS mi fece dare per instructione, principalmente sono stato\u2026\u2026\u2026<\/p>\n<ul>\n<li><i><\/i><em><i>Item, <\/i><\/em>ho fatto la mostra [ispezione] al Castellano di Montaggio per 10 paghe vive e 1 morta. Nella Fortezza non vi sono che 45 corazzine e 5 balestre che si possono adoperare e sar\u00eca necessario provvedere di altre 6 corazzine e di 6 balestre e inoltre che si riparasse la Torre maestra perch\u00e9, stando nel modo che sta, non si pu\u00f2 abitare n\u00e9 montare sulla cima d\u2019essa, e la spesa della riparatione ammonterebbe da 250 a 300 ducati. E, fatto questo, si potrebbe riposare con la mente quieta.<\/li>\n<li><i><\/i><em><i>Item, <\/i><\/em>ho fatto la mostra a li Castellani di Roccatagliata, la quale Fortezza ha 8 paghe vive e 2 morte, \u00e8 ben fornita et bene guardata de Castellani ma per poter fare loro debito [dovere], quando accadesse, domandano qualche paga in pi\u00f9perch\u00e9 continuamente t\u00e8neno qualche compagno di fuori per fornirsi di quello che gli bisogna.Domandano ancora due barili di polvere, piombo da spingarde, 8 o 10 corazzine perch\u00e9 non ve n\u2019\u00e8 nessuna, vino, olio, sale, aceto non ve n\u2019\u00e8 niente, et cos\u00ec \u00a0gli vorr\u00eca 3 o 4 casse di berrettoni et 4 balestre d\u2019azzale [acciaio] perch\u00e9 gliene sono 8 di legno, tutte carolente [tarlate], delle quali non se ne potr\u00eca valere. Gli bisogna ancora 200 assi per potersi riparare, se il bisogno accadesse, et per fare uno solaro per loro abitazione, perch\u00e9 non vo possono stare. <em><i>Item<\/i><\/em>vorr\u00ecano 3 o 4 balandrani [cappottoni] per poter fare le guardie che accadono necessarie et 4 botti da tenere vino, oltre quelle che hanno, 4 picchi, 4 timuelle, 2 pali di ferroet chiodar\u00ece necessarie per quello che bisognasse. <em><i>Item<\/i><\/em>\u00a0poich\u00e9 la Torre strapiove tutta et lo Castellano vi dorme dentro et anche vi sono le munitioni, \u00e8 necessario che si ricopra et ripari per modo che vi si possa stare.<\/li>\n<li><i><\/i><em><i>Item,<\/i><\/em>ho fatta la mostra a li Castellani di Torriglia, et per 12 paghe vive che hanno, sono tutte bone e sufficienti ma non vi ho trovato Andrea Trotti, Castellano, il quale si dice essere in Lombardia con licentia. La Rocca \u00e8 ben fornita d\u2019ogni munitione. Nientedimeno li tetti d\u2019essa Rocca strapiovono et non gli si fa provisione, in poco tempo si guaster\u00e0, per modo che gli bisogner\u00e0 grande riparatione. <em><i>Et similiter <\/i><\/em>bisogna conzare il tetto della Torre che tutto strapiove. Ma di formento et di vino \u00e8 meglio fornita che niuna delle altre Fortezze.<\/li>\n<li><i><\/i><em><i>Item, <\/i><\/em>ho fatto la mostra al Castellano di Carega, il quale ha 5 paghe vive sufficienti et una morta, et in quella Fortezza non vi \u00e8 altra munitione che un poco di farina et di vino, che sono del Castellano, et \u00e8 in pi\u00f9 disordine che niuna delle altre Fortezze, et se non gli si provvede a fargli qualche fortificamento nel ricetto, mi non so per che sia bona, poich\u00e9 non pu\u00f2 offendere a nessuno se non trarre alla cieca, et lo tetto della Torre bisogna farlo perch\u00e9 non ha tetto nessuno et non si pu\u00f2 abitare perch\u00e9 tutta strapiove. Dell\u2019acqua della cisterna non ci si pu\u00f2 valere perch\u00e9 non tiene che acqua marcia.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Senza data (A.S.Mi. Sforzesco 1287)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il castello: informazioni generali Sopra uno sperone roccioso del monte Carmo, alla quota di m. 1193, in posizione sovrastante l\u2019abitato, s\u2019innalza il castello di Carrega. Il substrato litologico, costituito da calcari marnosi, stratificati \u00a0in sequenza alternata con argillositi di colore grigio, appartiene alla formazione sedimentaria del Cretaceo superiore, nota come \u00abcalcari del monte Antola\u00bb. 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