{"id":497,"date":"2019-05-14T17:01:19","date_gmt":"2019-05-14T15:01:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/?p=497"},"modified":"2019-08-29T21:33:14","modified_gmt":"2019-08-29T19:33:14","slug":"storie-di-sale-allume-e-musica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/2019\/05\/14\/storie-di-sale-allume-e-musica\/","title":{"rendered":"Storie di sale, allume e musica"},"content":{"rendered":"\n<p>Fra gli epiteti con cui gli abitanti di ciascun paese venivano tradizionalmente presi in giro da quelli vicini, di Daglio si diceva che vi fosse stato sparso il sale sul terreno, implicando che non potesse crescervi nulla di buono. Ma al <strong>sale<\/strong>&nbsp;questo paese \u00e8 stato legato anche in senso positivo. Luigi Aragone di Daglio (1893-1964) era noto come Luigi <em>daa S\u00e0<\/em>, ossia appunto \u201cdel sale\u201d (che \u00e8 femminile nel dialetto ligure), in quanto gestiva in paese una rivendita di sali e tabacchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo smercio del prezioso condimento e conservante in un paese delle alte valli doveva essere connesso anche al suo trasporto, che notoriamente avveniva a dorso di mulo lungo la <strong><em><strong><em>Via del Sale<\/em><\/strong><\/em><\/strong>, la superstrada naturale<em>&nbsp;<\/em>che transitava sui soprastanti crinali fra il monte Antola, le Capanne di Carrega e le Capanne di Cosola. E\u2019 facile immaginare che i mulattieri sostassero nei nostri paesi per far riposare animali e uomini, e in queste occasioni scambiassero notizie e pratiche con la popolazione locale. <\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019alta val Borbera e nelle valli adiacenti si svilupp\u00f2 cos\u00ec una vera e propria cultura di commerci e usi incentrati sulle merci e sulla cura degli animali necessari per il loro trasporto. Ai prodotti materiali si accompagnavano saperi, parole e gusti, tutti integrati in uno specifico modo di vivere. Infatti, lo stesso Luigi <em>daa S\u00e0<\/em>&nbsp;nel tempo libero era anche <strong>suonatore<\/strong>&nbsp;di piffero, in s\u00e9guito imitato da suo figlio Gino Manlio (1931-2006). In precedenza a Daglio era stato attivo anche un suonatore di cornamusa (<em>a<\/em>&nbsp;<em>m\u00fcza<\/em>), probabilmente Giuseppe Borghello nato attorno al 1830, compagno di Pietro Asborno \u201cPiejin er Sunou\u201d di Magioncalda (1848-1912).<\/p>\n\n\n\n<p>Anche gli usi musicali riflettevano la disponibilit\u00e0 di certe merci. Per il trasporto a dorso di mulo dei liquidi (vino padano e olio ligure) erano necessari degli <strong>otri<\/strong>, detti in dialetto <em>pelli<\/em>&nbsp;perch\u00e9 ottenute dalla scuoiatura di una capra.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><em>La pelle della capra la tiravano gi\u00f9 a baga, vuol dire una destra e una sinistra. Bisogna prendere la prima zampa e l&#8217;altra poi farla scivolare fuori e la sinistra viene legata in fondo, la destra invece \u00e8 spaccata per tirarla via e poi si lega insieme in fondo della pelle e poi davanti uguale. Poi si mettevano a conciare con due chili di sale per ogni pelle e stavano 60 giorni sotto sale, poi si arrotolavano bene dentro e si prendeva un bastone di legno di curn\u00e0, che \u00e8 unlegno duro, e si faceva passare dentro e fuori il filo. Poi bisognava gonfiarle: quando sono pulite \u00e8 niente, \u00e8 che bisognava far venire fuori il pelo e metterci la bocca e aveva un sapore di capra e di sale. Anche le baghe delle muze le facevano cos\u00ec. Poi si mettevano a bagno nel fosso e battere battere, poi si lavavano con acqua e soda, si sciacquavano bene, si tiravano fuori e si appendevano e seccavano, e il sale brillava nella pelle. Comunque, il primo vino che mettevi non era mica tanto buono.<\/em><\/p><cite>Giuseppe Renati <em>Mazea<\/em>, in &#8220;Chi nasce mulo bisogna che tira calci, Musa 2008&#8221;, p. 33, <a href=\"http:\/\/www.appennino4p\/menussie\">www.appennino4p\/menussie<\/a> <\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:25% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" width=\"962\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/sergio_ritratto-962x1024.jpg\" alt=\"Sergio Crosetti\" class=\"wp-image-529\" srcset=\"https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/sergio_ritratto-962x1024.jpg 962w, https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/sergio_ritratto-282x300.jpg 282w, https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/sergio_ritratto-768x818.jpg 768w, https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/sergio_ritratto-1024x1090.jpg 1024w, https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/sergio_ritratto-1015x1080.jpg 1015w, https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/sergio_ritratto.jpg 1178w\" sizes=\"(max-width: 962px) 100vw, 962px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p>La stessa <em>pelle <\/em>veniva impiegata anche per realizzare l\u2019otre delle cornamuse il cui suono era solito accompagnare quello del piffero: Sergio Crosetti di Carrega (ritratto qui in foto) ci ha raccontato che il suonatore di musa Angelo Bozzini \u201cM\u00fczetta\u201d di Fontanachiusa all\u2019occorrenza lo produceva da solo con una delle capre che allevava, attaccandovi poi le canne in legno pregiato che gi\u00e0 possedeva, probabilmente avute da suonatori precedenti e bucate nelle proporzioni opportune per emettere la melodia (chanter) e la nota fissa di accompagnamento (bordone). Sembra che, in occasione di una rissa, Angelo abbia usato il suo bordone anche a mo\u2019 di bastone!<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>La realizzazione di un otre a partire da una pelle animale richiede un processo di <strong>conciatura<\/strong>, che gli abitanti erano in grado di realizzare artigianalmente, senza ricorrere a tecnologie esterne.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\" style=\"grid-template-columns:25% auto\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/angelo_asborno-ritratto-1024x1024.jpg\" alt=\"Angelo Asborno\" class=\"wp-image-613\" srcset=\"https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/angelo_asborno-ritratto-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/angelo_asborno-ritratto-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/angelo_asborno-ritratto-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/angelo_asborno-ritratto-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/angelo_asborno-ritratto.jpg 1074w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p>Angelo Asborno di Daglio (ritratto qui in foto) ricorda di aver voluto conciare personalmente una pelle di tasso per realizzare alcuni dettagli della bardatura di una sua cavalla. A questo fine, su indicazioni ricevute anni fa da un anziano di Moriassi, ha posto la pelle in un bagno di sale e ha utilizzato anche dell\u2019<strong>allume di rocca<\/strong>, un prodotto derivato da un minerale di zolfo.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:20px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Simile doveva essere la procedura per realizzare otri o cornamuse. Non casualmente, anche l\u2019allume di rocca poteva essere relativamente pi\u00f9 facile da reperire qui che altrove, poich\u00e9 nei secoli passati il suo prezioso monopolio era detenuto dalla repubblica di Genova: l\u2019allume proveniente dalle miniere turche arrivava cos\u00ec al porto ligure e poteva essere smerciato verso la pianura Padana sempre attraverso i commerci lungo la Via del Sale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tracce come i soprannomi, i saperi artigianali e la presenza di strumenti musicali, se considerate le une in relazione alle altre, ci rimandano tutte a uno stesso mondo pieno di vita, relazioni umane, conoscenze e commerci, fiorito grazie all\u2019intelligente adattamento alle specificit\u00e0 di questi luoghi.<\/p>\n\n\n\n<p>P.S.: volendo incontrare il principale suonatore odierno nel territorio dell\u2019Ecomuseo, in quale paese andreste a cercarlo?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/matapuexi-1024x576.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-526\" srcset=\"https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/matapuexi-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/matapuexi-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/matapuexi-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/matapuexi.jpeg 1328w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Fabio Paveto (di Daglio) al piffero e Andrea Capezzuoli alla musa<br>Connio, 27\/04\/2019<br>in occasione dell&#8217;evento &#8220;Behind the Enemy Lines&#8221; (<a href=\"https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/2019\/04\/24\/matapuexi-piffero-e-musa\">https:\/\/www.comune.carregaligure.al.it\/ecomuseo\/2019\/04\/24\/matapuexi-piffero-e-musa<\/a>\/)<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fra gli epiteti con cui gli abitanti di ciascun paese venivano tradizionalmente presi in giro da quelli vicini, di Daglio si diceva che vi fosse stato sparso il sale sul terreno, implicando che non potesse crescervi nulla di buono. 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